Diana, la storia di una rivista che è la storia stessa della caccia italiana

L’editoria italiana, popolare e familiare, iniziata già alla fine del 1800 e proseguita (quasi) fino ai giorni nostri, può essere riassunta in sei nomi. Sei periodici che per buona parte del XX secolo e per il primo ventennio di questo XXI, sono state una presenza fissa in quasi tutte le case italiane, nelle sale d’attesa, dal barbiere o nei circoli ricreativi. Si tratta di nomi familiari, entrati nell’immaginario collettivo e nel lessico, sia colto che popolare, per indicare una pubblicazione periodica alla portata di tutti, forse non nell’acquisto regolare o negli abbonamenti ma comunque nella consultazione resa facilitata dall’uscita del numero successivo.
L’Illustrazione italiana, La Tribuna illustrata, La Domenica del Corriere, Famiglia Cristiana, Oggi,e poi Diana: queste le sei riviste che hanno accompagnato generazioni e generazioni di italiani fra le guerre, nel periodo della ricostruzione e in quello del benessere.
Ma se le prime tre, nate tutte sul finire del 1800, hanno da tempo terminato le pubblicazioni, solo Famiglia Cristiana, Oggi e Diana, sono ancora nelle edicole e nelle case di tanti italiani. La prima, con i suoi 88 anni di vita, la seconda con 80 e infine Diana, la più longeva di tutte.
Infatti, se si escludono le interruzioni belliche e altre due brevissime pause per passaggi editoriali, Diana, uscita al costo di 1 lira nel maggio del 1906, quest’anno spegne 113 candeline e festeggia un record davvero invidiabile. Un traguardo che ormai, nell’epoca della connessione globale e dell’informazione in tempo reale, sarà difficilissimo poter uguagliare.
Eppure, nonostante sia impossibile competere con la tempestività che offre internet, e nonostante la periodicità mensile, Diana riesce ancora a suggestionare e ad intrigare decine di migliaia di appassionati di attività venatoria, ma anche di cinofilia e tiro sportivo, con tutte le mille sfumature che queste pratiche offrono.
La forza di questa storica rivista non può quindi essere rappresentata dalla tempestività dell’informazione, bensì dall’approfondimento; non dal “cinguettio” immediato ma dalla riflessione; non da un arido “#” ma da una serie di immagini in grado di suscitare sensazioni, emozioni e ricordi.
Non ci saranno più, forse, i pittori-illustratori come Beltrame, Molino e Lemmi, ai quali si devono memorabili copertine della Domenica del Corriere e di Diana ma, almeno su questa, ci sono e ci saranno ancora ottimi fotografi naturalisti che arricchiranno le pagine di una rivista che continua a rappresentare la storia stessa della caccia italiana.

Wilde, la rivista del cacciatore a palla

Un moderno magazine ad uscita bimestrale, incentrato su argomenti di fondamentale interesse per chi vuole essere al passo con i tempi e tenersi in continuo aggiornamento sulle novità di settore; senza però dimenticare quelle che sono le radici di questa antica tradizione. Gli argomenti trattati sono: la gestione faunistico-venatoria e del territorio, la veterinaria e la cinofilia. Inoltre saranno presenti le armi, le ottiche e gli accessori e, molti altri argomenti utili alla formazione del cacciatore.